venerdì 17 febbraio 2012

Il successo di The Walking Dead, analizzato da Chiara Poli

The Walking Dead, trasmesso ormai da due stagioni in America da AMC, e in Italia in anteprima esclusiva da Fox (canale 111 di SKY), è l'ultimo esempio di trasposizione televisiva di una Graphic Novel (in questo caso, parliamo proprio dell'omonimo fumetto firmato da Robert Kirkman).

Sin dal suo esordio, la serie ha saputo registrare un successo d'ascolto, in un crescendo dopo l'altro. E ora che sia su AMC che su Fox Italia, The Walking Dead è ritornato con la seconda parte degli episodi della sua seconda stagione, il successo non accenna ad arrestarsi. Perché?

Come spiegarvi il segreto di questo successo? Per farlo userò direttamente le stesse parole utilizzate da Chiara Poli , direttrice responsabile del Magazine di FoxTV.it . Chi meglio di Sua Altessa seriale, che ha forse amato gli zombie di Kirkman prima di tutti noi...?

Leggiamo.
Mentre aspettiamo il prossimo episodio, lunedì su FOX, riflettiamo sulle ragioni del successo della serie e sui personaggi…

Ottime notizie per gli zombies: l’ottavo episodio della seconda stagione di The Walking Dead, quello trasmesso dopo la lunga pausa nella messa in onda, ha battuto ogni record. Nebraska è stato seguito da 8,1 milioni di telespettatori, polverizzando i record delle serie tv trasmesse via cavo. Il network di AMC, insomma, ha fatto il colpaccio.

Merito di una serie che rende omaggio al classico zombie movie, puntando sull’appassionante genere survival horror, ma si concentra anche su personaggi complessi, che esplorano a fondo tutte le tematiche del caso (dalla lotta ragione-istinto in un mondo in cui sopravvivere è l’unico obiettivo alla fede, dalla legge del più forte a quella dell’adattamento: va avanti chi si adatta… Anche se questo vuol dire perdere parte della propria umanità).

Ma c’è di più: in un’intervista rilasciata ad Entertainment Weekly, Robert Kirkman – autore della graphic novel, edita in Italia da Saldapress, da cui è tratta la serie – ha fatto un’interessante riflessione sui personaggi. Ha definito, parlando del contrasto fra Dale e Shane (come ricorderete, Dale ha ammesso apertamente di sospettare che Shane abbia ucciso Otis per salvarsi – cosa che noi sappiamo essere vera), Dale come simbolo del mondo com’era prima dell’invasione degli zombies, e Shane come simbolo del mondo com’è ora. Ovvero, un mondo in cui sopravvive solo chi si adatta, certo, ma anche chi è abbastanza forte – è la triste verità – da mettere se stesso in cima alla lista delle priorità. Senza guardare in faccia a nessuno.

In questo senso, penso che il contrasto fra Dale e Shane evidenziato da Kirkman ci darà molte soddisfazioni nei prossimi episodi. E non è tutto: rispondendo alle accuse di “lentezza” arrivate da una parte dei fans della serie, Kirkman (già impegnato a lavorare agli episodi della terza stagione) ha dichiarato che a penalizzare la prima parte di questa seconda stagione è stata proprio la divisione in due, con una pausa di mesi fra una messa in onda e l’altra. “Altrimenti” ha dichiarato “avreste capito subito che la prima parte prevedeva episodi più lenti per costruire qualcosa di veloce, pieno d’azione, per la messa in onda in primavera”. Come dire: stiamo carburando, gente. E io non ho mai avuto alcun dubbio a riguardo! Se volete, vi aspetto come sempre ogni martedì mattina, qui sul Magazine, per discutere insieme del nuovo episodio…

Chiudo dicendovi: più Chiara Poli per tutti!!! E dopo il salto, lo speciale video sulla serie sempre ad opera di Sua Altezza Seriale, Polee!



fonte: FoxTV

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