venerdì 29 aprile 2011

Happy Days i fans contestano Jovanotti

Jovanotti
I FANS DI "HAPPY DAYS" CONTRO JOVANOTTI CHE HA DEFINITO "UNA VACCATA" IL TELEFILM SU SORRISI. LA REPLICA: "MA SE HA PREMIATO FONZIE AI TELEGATTI...!".

Jovanotti predica bene ma razzola male. Almeno secondo i fans di "Happy Days", in rivolta dopo aver letto sull'ultimo numero di "Tv Sorrisi e Canzoni" che Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha definito il telefilm "una vaccata".

E' quanto riporta in esclusiva il sito "Qui Mediaset"  che dà voce alla replica del fans club.

Sul settimanale diretto da Alfonso Signorini, Jovanotti spiega: "mia figlia Teresa ha 12 anni, si è letta sette libri di Harry Potter e guarda 'GLEE'. Noi avevamo 'Happy Days' che, diciamolo, era una vaccata. Oggi i ragazzi sono svegli e fortunati".

Cast di Happy Days
Apriti cielo.

L' Happy Days Fan Club, storica associazione internazionale nata nel 1997 attorno al culto del telefilm evergreen (fino a poco tempo fa in onda su Mediaset Extra e attualmente in onda sul canale sky FoxRetro), non ha fatto tardare la replica per bocca del suo Presidente, Giuseppe Ganelli: "Noi del fan club ci permettiamo di dire al Sig Jovanotti che questo suo giudizio è irrispettoso e ingeneroso verso un telefilm che ha fatto la storia della televisione e che ha rappresentato un momento di svago e di aggregazione per intere generazioni. Il sig Jovanotti dovrebbe ricordare forse che anche lui ha fatto parte di una generazione che "idolatrava" Arthur Fonzarelli, (negli anni 80 il Sig. Jovanotti ha consegnato a Henry Winkler, l’attore che interpretava Fonzie, il Telegatto di Sorrisi e Canzoni)".  A questo proposito, "Qui Mediaset" ha recuperato il video di quella premiazione, avvenuta nel giugno 1989.

Prosegue poi Ganelli, che ha allertato le migliaia di soci in tutto il mondo via Facebook e Twitter:

Jovanotti premia Henry Winkler
 "Il Sig Jovanotti deve considerare che il telefilm Happy Days non ha mai voluto essere un qualcosa di "educativo" (personalmente ritengo che il ruolo di educare non lo si debba assegnare alla televisione), Garry Marshall, ideatore del telefilm, ha sempre sostenuto che "a scuola c’è l’ora di storia, di geografia, di matematica e poi c’è il momento di ricreazione….ecco Happy days è il momento di ricreazione"Forse guardando oggi Happy Days ci accorgiamo che è un telefilm non è raffrontabile con i telefilm di oggi (il Sig. Jovanotti fa un paragone con l’ottimo Glee), ma tutta la televisione di oggi è diversa dalla televisione degli anni 70-80. Ad esempio se consideriamo un ottimo prodotto qual è "Romanzo Criminale" e lo paragoniamo agli sceneggiati degli anni ’70 è ovvio che è completamente diverso, molto più "realista" e "profondo". Caro Sig. Jovanotti, contestualizziamo le cose!! Considerando il suo campo, la musica, canzoni molto belle degli anni 70-80 paragonate a canzoni belle di oggi, possono sembrare "datate" perché hanno arrangiamenti tipici degli anni 70-80 ben diverse dagli arrangiamenti odierni. Concludo quindi dicendogli che lui può rinnegare la televisione che amava e seguiva quando era ragazzino, liberissimo di farlo, ma non può definire Happy Days una "vaccata". Perché è un termine irrispettoso verso un telefilm che oggi potrà sembrare troppo "buonista", ma che andrebbe riscoperto oggi dai ragazzi: se lo facessero sicuramente sarebbero più sereni ed allegri…nella vita ci vuole anche il momento di ricreazione, come diceva Garry Marshall, specialmente al giorno d’oggi, mi creda Sig Jovanotti!!!".


Insomma, un conto è l'ombelico del mondo, un conto il pollice di Fonzie...

Articolo inviatoci da Leo Damerini : responsabile ufficio stampa Mediaset,  co-autore del "Dizionario dei Telefilm" (Garzanti), di "La vita è un telefilm" (Garzanti), co-fondatore dell'Accademia dei Telefilm e Direttore Artistico del "Telefilm Festival.

2 commenti:

fra235 ha detto...

Resto sorpresa da tale affermazione da parte di Jovanotti
Sappiamo,
perché ci è stato insegnato,
perché così si svolge la vita,
perché è la naturale logica delle cose…
che ogni epoca, ha il suo “mito”
attenzione… a livello personale, però, ciò che piace a me può non essere apprezzato da altri.
E soprattutto…
Negli anni 70 (epoca della messa in onda del TF “Happy days”) i mezzi e le richieste erano altre.
Negli anni settanta, il prodotto telefilmico era un prodotto differente da quello cinematografico.
La televisione era destinata a riempitivo/compagnia, e gl’investimenti sulla televisione stessa e su i suoi prodotti erano differenti, rispetto a quelli vengono fatti oggi.
Ricordo che da bambina (aaaaaaaahhhhhhhhhhh!!!!! Secolo scorso!!!) dopo la scuola guardavo “Arnold” o “il mio amico ultraman”, prodotti che se sottopongo a mio nipote Vittorio, neanche si fermerebbe a guardare, si annoierebbe e cambierebbe stanza.
Negli anni 2010, gli investimenti che le grandi Major fanno su i prodotti televisivi sono notevolmente aumentati.
Oggi, un Pilot della serie “Lost” sarà costato come un film trasmesso al cinema (onestamente, non ho dati verificabili, quindi sono mie personali ipotesi).
Come puoi paragonare un prodotto di 35 anni fa con un prodotto odierno, quando solo le tecniche di registrazione, fotografia, montaggio eccetera hanno fatto passi da gigante?????
Non puoi!
Puoi guardare un prodotto come Happy days, sorridendo dell’ambientazione e dei dialoghi che presenta, e apprezzarne la storia culturale dell’ambientazione e dei valori che ci trasmette (trasmetteva), ma non puoi paragonarlo a un prodotto di oggi, così come non potrai paragonare “Glee” a un prodotto del 2030.
Nel 2030 gli I-phone, i libri, le situazioni che vivono i ragazzi di “Glee” saranno obsolete… talmente obsolete da definire “Glee” una Vaccata ? o semplicemente per inquadrarlo storicamente come prodotto televisivo per ragazzi degli inizi del secolo 2000?

Il signor José ha detto...

Anch'io resto sorpreso da un'affermazione piuttosto superficiale e semplicistica rilasciata da una persona che ha sempre dimostrato di non esserlo.

"Happy Days" è un telefilm trasmesso tra fine '70 e primi '80 che perlopiù raccontava gli anni Cinquanta, quindi un'epoca ancor più "ingenua" di quella di trasmissione: anche il titolo della serie dovrebbe far riflettere sull'intento del telefilm.

Anni 80

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